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Nati a Marzo, #lestoriedipiopio 🐣

Nati a Marzo, #lestoriedipiopio 🐣

Una delle storie di Marzo viene da lontano e ci sono molto affezionata..
Incontrai Barbara online, durante il primo lockdown, aveva bisogno e voglia di confrontarsi sul desiderio di un figlio, voleva prepararsi, lo desiderava e aveva bisogno di essere rassicurata. Come se qualcuno le potesse dare il via, il consenso a potersi tuffare nell’avventura, più grande di lei (più grande di chiunque!😜), della maternità; con una rivoluzione dentro e.. tante incognite fuori.

Posso fare qualcosa prima? mi chiese,
certo che puoi! Intanto raccontami di te.. come ti senti? Riesci a percepire quando ovuli? L’ovulazione, anche se si manifesta nel picco di un giorno, ti garantisce la fertilità anche nei giorni precedenti e successivi; Considera che una donna ovula 14 giorni prima del ciclo, quindi se tu avessi il ciclo di 30 giorni, il tuo picco è il 16esimo giorno.

..stai già prendendo acido folico?
Se ti può essere utile è contenuto in molte verdure a foglia verde, come bietole e spinaci. Privilegia broccoli, piselli, fagiolini, asparagi, rape e indivia.
È importante anche favorire l’utilizzo di cereali integrali come grano saraceno, amaranto, riso integrale, riso rosso, orzo che sono tutti ricchi di vitamina E e B. Potresti anche inserire frutta secca e semi (semi di girasole, noci e nocciole) in quello che mangi, ti aiutano e ti sostengono fornendoti energia sana.

Il tempo passò, non la sentii, io in maternità e poi.. lo ricordo come se fosse ora, una mattina di inizio estate mi arrivò un sms con la foto di un test positivo!
Che gioia, era Barbara, che emozione.. aspettava un bambino!

Così è iniziato il nostro percorso.
Ci siamo viste in tutti i modi: online, in videochiamata, messaggi, telefono, ovviamente di persona da pio pio e a casa. Abbiamo sfruttato al meglio ogni mezzo che avevamo a disposizione, a seconda del momento che stavamo vivendo e, anche se non è stato possibile essere presenti fisicamente durante il parto, la vicinanza reciproca è stata molto forte!

Vi racconto l’esperienza di Barbara per rispondere alla domanda che mi fate più spesso.. ma quando inizia il percorso con te Ester?
La mia risposta è sempre la stessa 😉 non c’è un momento giusto e uno sbagliato: quando sentite che per voi è il momento, avete voglia e bisogno di condividere le vostre emozioni e condizioni con una persona diversa dal vostro compagn*, perdete le ore a fare domande a google 😅 ecco, è arrivato il momento di farmi uno squillo 📞!
È fondamentale ascoltarsi e seguire le sensazioni che avvertiamo.

Con Barbara abbiamo iniziato dalle prime settimane di gravidanza e insieme abbiamo intrapreso il primo trimestre e tutte le fasi che comporta.
Mi ricordo che una nausea devastante le impediva di godersi un pasto dall’inizio alla fine, che la sera soffriva di un bruciore di stomaco molto fastidioso,
sentirci anche via sms per un consiglio o banalmente per essere rassicurata in quello che è un disturbo normale, ma non per questo banale, le permetteva di vivere il momento con più tranquillità.

Le settimane passavano e, oltre ai nostri controlli mensili e alla compilazione della cartella – immaginatela come il vostro diario – Barbara ha scelto di partecipare ai corsi di ginnastica in acqua con Caterina e al corso di preparazione alla nascita rivolto alla coppia con me. Il fatto che fosse online, visto il lockdown, è stato molto positivo per la loro coppia, il suo compagno era spesso fuori per lavoro durante la settimana e più volte si è collegato da qualche parte a giro per l’Italia e la modalità online gli ha permesso di vivere ugualmente assieme alla sua compagna questo momento di condivisione molto intenso per la coppia.
Mi viene da sorridere, prima del lockdown non avevo mai pensato a questa soluzione 😅 , si è rivelata molto utile anche per altre dinamiche familiari, covid a parte!!

Con il passare del tempo siamo arrivate al terzo trimestre di Barbara, i nostri appuntamenti sono diventati più frequenti, specialmente in presenza, sentivamo la necessità di lavorare col corpo, come se venisse messo da parte rispetto alla mente e alle emozioni. È stato utile, per lei, fare degli esercizi di preparazione al parto 🧘‍♀️, massaggiare la pancia🤰, respirare insieme 👃 e soprattutto darsi del tempo per riconoscere e accogliere i segnali di un corpo che stava maturando e quindi cambiando.

Non è stato molto facile, perché, ovviamente, la vita prosegue e come tante famiglie, quando si cresce, ci si mette di mezzo un trasloco, il lavoro, gli aspetti burocratici, una casa da cercare e l’idea di essere sopraffatti dalle mille responsabilità e l’ansia di non farcela è sempre lì, pronta a far capolino.
Devo dire che in questa fase, un po’ burrascosa, i fiori di Bach si sono rivelati una salvezza! (Ne avete mai sentito parlare??)

Tra un fiore di Bach e l’altro arriva la 38esima settimana, Barbara e Francesco, il suo compagno, avevano deciso di proseguire il percorso affidandosi a PioPio anche per la presenza fisica durante il travaglio. Li rendeva più tranquilli poter affrontare la prima fase della nascita a casa protetti da una professionista che conosceva la loro storia, con cui avevano confidenza e nella loro intimità. Effettivamente così è stato, ma non esattamente come avevamo immaginato 😅.

I primi dolori sono iniziati verso le 5 di mattina, sono arrivata a casa loro dopo poco, giusto in tempo per vedere la rottura delle membrane che non erano così limpide 🤔. Il travaglio comunque stava avanzando bene, il cuoricino della bambina non dava alcun segnale di preoccupazione, ma era meglio dirigersi verso l’ospedale perché la condizione generale non rispettava più le linee per cui possiamo ancora trattenerci a casa.

Parentesi clinica:
Che cosa era successo di preciso?
Al momento della rottura delle membrane, il liquido amniotico è risultato tinto di meconio e per questo è necessario sottoporsi ad un monitoraggio durante il travaglio per assicurarsi il benessere del bambino.

Sebbene in questo preciso momento storico l’ostetrica personale non può ancora entrare in ospedale e seguire il parto fino alla fine, può comunque venire ad assistervi a casa durante la prima fase del travaglio e telefonare all’ospedale, in modo da monitorare doppiamente l’andamento della situazione risparmiandovi sicuramente un giro di troppo 😅  all’ospedale e aiutarvi a vivere un momento nuovo (anche per le mamme bis o tris.. non è mai uguale!) con maggiore serenità.
Tutta questa situazione ha rassicurato molto Barbara e Francesco e gli ha dato modo di farsi sentire accolti ed aspettati all’arrivo in ospedale, proseguendo così in tranquillità le ore di travaglio che mancavano alla nascita, nonostante il cambio di ambiente e la mia assenza.
Le ore che mancavano non erano poche, questo lo sapeva più Francesco che Barbara, ma erano comunque nel posto che, in quel momento, sentivano più sicuro per loro ed erano fiduciosi che presto sarebbe arrivato il momento di accogliere la loro bimba.

Ammetto che “abbandonare” la coppia durante il travaglio sia una delle cose più difficili per un’addetta ai lavori. Rimanere a metà, col fiato sospeso e con il desiderio di dare il proprio contributo professionale e personale fino alla fine.

Sono stata avvertita della nascita di Adele con una dolcissima foto tra le braccia della mamma e un sms che diceva: “ce l’abbiamo fatta, poi ti raccontiamo..”

È quel “poi ti raccontiamo” che ci lega, che fa capire ad ogni ostetrica che c’è bisogno di rielaborare qualcosa, di confrontarsi e di ripartire per affrontare i giorni che verranno alla ricerca di un nuovo equilibrio. Il nostro percorso con questa nuova famiglia ancora non era finito, c’era stata solo una “breve” interruzione.

Sono i primi giorni della piccola Adele, in casa è arrivato un buon profumo di cucciolo! Babbo e mamma hanno occhi e cuore solo per lei e io sono così orgogliosa di poterli accompagnare in questo puerperio che, delle volte, mi sembra che siano più loro a fare un regalo a me che io di supporto a loro 🐣.

I giorni dopo come funzionano??
Dico sempre: “non occorre creare bisogni dove non ci sono”, il mio consiglio è quello di raccontarsi, vedersi e sentirsi sostenuti almeno una volta la settimana nei primi 40 giorni, in particolare il giorno stesso della nascita.

Adele, oggi, ancora non ha 40 giorni.. ma vi confesso che quando arriveranno, come ormai mi capita spesso, proverò una strizzatina al cuore perché, nonostante i legami rimangano forti per tanto (per non dire sempre), con Barbara inizieremo a sentirci sempre meno e il mio ruolo di ostetrica lascerà spiccare il volo alla nuova famiglia ormai fiduciosa nel saper conoscere il suo bambino.

Il percorso di Barbara e Francesco è agli ultimi passi e la mia fantasia già vola alle prossime storie, alle prossime famiglie dove arriverà PioPio!!
Ringraziamo con tanto amore i bimbi di marzo: Sofia, Vittoria, Filippo, Edoardo, Milo, Tommaso, Clara e Brando. 💞🐥✨

Ester